Una seduta ad alta tensione alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid: il 9 giugno 2026, deputati di Fratelli d’Italia e l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte si sono scontrati duramente sugli appalti per le mascherine durante la pandemia. Conte ha risposto alle accuse annunciando una querela. M5S e Pd hanno chiesto le dimissioni del presidente della commissione, il senatore di FdI Marco Lisei.
Di cosa si discute: gli appalti per le mascherine
Tutto ruota attorno agli acquisti di dispositivi di protezione individuale effettuati durante l’emergenza Covid, in particolare nel 2020, quando Conte era a Palazzo Chigi.
In quel periodo, il governo aveva attivato una serie di procedure d’appalto straordinarie per reperire mascherine e altri materiali sanitari nel più breve tempo possibile. La pandemia aveva svuotato i magazzini di mezzo mondo, e l’Italia — come altri Paesi — aveva acquistato forniture a prezzi spesso molto più alti del normale, a volte senza le gare d’appalto tradizionali.
In pratica significa che: invece di seguire il percorso standard (bando pubblico, offerte, scelta del migliore), si andò in deroga per ragioni di urgenza. Queste scorciatoie hanno sollevato domande su chi abbia guadagnato da quei contratti e come siano stati scelti i fornitori.
Cosa hanno detto i deputati di FdI e cosa ha risposto Conte
Durante la seduta, i parlamentari di Fratelli d’Italia hanno sollevato accuse o richieste di chiarimento nei confronti di Conte riguardo alla gestione di quegli appalti, puntando il dito sulla sua responsabilità politica come capo del governo in carica in quel momento.
Conte ha risposto con fermezza, respingendo le accuse e annunciando che intende procedere per vie legali: “Querelo”, ha dichiarato l’ex premier, segnalando che ritiene le affermazioni a lui rivolte lesive della sua reputazione.
La minaccia di querela è uno strumento legale attraverso cui una persona fisica denuncia un’altra per dichiarazioni ritenute diffamatorie. Non è ancora una denuncia formale presentata, ma un avvertimento pubblico che può precedere un’azione in tribunale.
Il caso Lisei: perché M5S e Pd chiedono le dimissioni
Lo scontro non ha riguardato solo Conte e FdI. Nel mezzo della discussione, i gruppi di Movimento 5 Stelle e Partito Democratico hanno alzato la voce contro il presidente della commissione, Marco Lisei, senatore di Fratelli d’Italia.
Le opposizioni lo accusano di gestire i lavori in modo parziale, favorendo una narrazione politicamente orientata piuttosto che una ricerca imparziale della verità su quanto accaduto durante la pandemia. “Il presidente Lisei deve dimettersi”, hanno dichiarato i rappresentanti dei due partiti.
La commissione parlamentare d’inchiesta è uno strumento previsto dalla Costituzione per fare luce su fatti di interesse pubblico. Ha poteri simili a quelli di un’autorità giudiziaria — può convocare testimoni, acquisire documenti — ma il suo lavoro è politico, non penale. Per questo motivo, chi la presiede ha un ruolo cruciale nell’indirizzare l’agenda e i temi di indagine.
Quando le opposizioni denunciano una presidenza di parte, contestano proprio questo: che la commissione stia diventando uno strumento di attacco politico anziché di accertamento dei fatti.
Il contesto: a cosa serve questa commissione
La Commissione Covid è stata istituita per esaminare come l’Italia ha gestito la pandemia: le decisioni sanitarie, i lockdown, i rapporti con le strutture ospedaliere, ma anche — appunto — gli acquisti straordinari di materiale medico.
È un’inchiesta molto attesa da una parte dell’opinione pubblica, ma fin dall’inizio è stata attraversata da tensioni politiche. Il governo attuale, guidato dal centrodestra, si trova a indagare scelte fatte da governi precedenti, in larga parte di centrosinistra o di unità nazionale, e questo alimenta il sospetto — da parte delle opposizioni — che l’obiettivo sia più la delegittimazione degli avversari che la ricerca della verità.
Dall’altra parte, la maggioranza sostiene che sia legittimo e necessario fare chiarezza su decisioni che hanno riguardato miliardi di euro di denaro pubblico e la vita di milioni di persone.
Le prove in campo: cosa sappiamo finora
Le fonti disponibili al momento non riportano prove documentali specifiche presentate durante la seduta del 9 giugno. Lo scontro sembra essersi sviluppato principalmente sul piano delle responsabilità politiche e delle dichiarazioni in aula, piuttosto che su documenti inediti o nuove testimonianze.
Quel che è certo è che:
- Gli appalti per le mascherine durante il Covid sono già stati oggetto di indagini della Corte dei Conti e di alcune procure in passato.
- Diverse forniture risultarono di qualità insufficiente o acquistate a prezzi gonfiati rispetto al mercato.
- Fino ad oggi non risultano condanne definitive a carico di figure politiche di primo piano per queste vicende.
La commissione parlamentare non produce sentenze: può però produrre relazioni e atti che alimentano il dibattito pubblico e, in alcuni casi, vengono trasmessi alle autorità giudiziarie.
Cosa cambia per i cittadini
Per chi segue la politica da casa, questo scontro ha un significato concreto su più livelli.
Sul piano della trasparenza: i lavori della commissione dovrebbero portare, nel tempo, a una ricostruzione pubblica di come furono spesi i soldi dell’emergenza. Se la commissione funzionerà in modo credibile, i cittadini avranno più informazioni su una stagione ancora poco chiara.
Sul piano politico: lo scontro di oggi riflette una guerra di posizionamento in vista delle prossime scadenze elettorali. Conte è il leader del Movimento 5 Stelle e una figura centrale dell’opposizione. Attaccarlo sulla gestione del Covid significa colpire uno dei volti più riconoscibili del centrosinistra.
Sul piano legale: se la querela annunciata da Conte dovesse concretizzarsi, si aprirà un procedimento giudiziario parallelo. I tempi della giustizia italiana, però, raramente coincidono con quelli della politica.
Per ora, la commissione continua i suoi lavori tra polemiche e accuse incrociate. L’esito dipenderà anche da quanto spazio verrà dato alle opposizioni e da quali documenti emergeranno nelle prossime settimane.
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